Un Paese che non si sa dov’è…in Africa, ma anche un po’ in Europa, e poi in India…un vero meltin’ pot di gente, paesaggi e culture. E’ come essere a 10.000 km di distanza, ma sentirsi a casa.

Sudafrica, il Paese dove volano le farfalle, dove le donne, con le loro gonne lunghe e cappellini di cotone colorati vendono mango e zucche ai lati della strada e ingannano il tempo mangiando “stones” (sì, sono vere pietre!). Pinete immense, attraversate da strade deserte. E poi cascate, pianure e campi coltivati.

Gente tranquilla, che ha grande rispetto del rapporto umano. Chiedo a una donna al casello autostradale se la direzione che sto seguendo è giusta, e lei non solo mi dice che da quella parte mi costa di più e che non ne vale la pena, ma si mette a gesticolare per far spostare le macchine dietro la mia e mi fa fare inversione per passare da un’altra parte. Di fronte a queste cose mi chiedo se spesso da noi l’eccezione alla regola abbia ancora un senso, come qui lo ha, il senso si venirsi incontro.

Se il Sudafrica colpisce ed emoziona per chi non ha mai visto l’Africa, pur non essendo Africa pura come tanti dicono, lo Swaziland lascia senza parole. Uno stato molto piccolo all’interno del Sudafrica, con paesaggi naturali al 100 percento, campi e praterie ovunque, e come dice Niccolò Fabi in una sua canzone, qui la gente cammina per chissà dove. Con sacchi, bambini, valigie, e soprattutto grandi sorrisi.

QUANDO ANDARE

Meglio andarci nei mesi invernali, quando l’estate africana rende la vegetazione più secca ed è più facile avvistare gli animali nei grandi parchi, assopiti sotto gli arbusti o in passeggiata tra le strade del Kruger. Il caldo è assolutamente gestibile perché è molto secco.

DA NON PERDERE

  • s2Kruger National Park: è la riserva naturale più importante del Sudafrica e si estende per circa 2 milioni di ettari. Si può visitare comodamente in auto, poiché la maggior parte delle strade è asfaltata. Molto turistico e molto visitato, ospita moltissimi animali selvatici, tra cui i Big Five, che sono molto difficili da avvistare se non si fa un tour con i ranger che seguono gli spostamenti degli animali. Sinceramente non è il parco più emozionante che ho visitato, proprio perché tra l’asfalto e le molte auto dà un’impressione a volte troppo artificiale. Ma vale la pena visitarlo almeno una giornata proprio perché si possono vedere una moltitudine di animali nel loro habitat naturale ed è davvero immenso.
  • S24Blyde River Canyon: il terzo canyon più grande del mondo. Si trova nella provincia di Mpumalanga e offre spettacolari vedute. Ottimo per gli appassionati di fotografia paesaggistica. Molto visitato anche dai locali, che vi passano la domenica facendo picnic o passeggiate.

 

  • s6Hoedspruit Endangered Species Centre: centro privato che si occupa della conservazione sostenibile delle specie in via di estinzione, tra cui leoni e ghepardi. Si visita insieme ai volontari che sulle loro jeep portano i visitatori a vedere ghepardi, licaoni, leoni, avvoltoi e gufi.

 

  • S28Milwane Sanctuary  e Hlane Reserve – Swaziland: due riserve naturali nel piccolo Stato dello Swaziland. Sono tenute molto bene, vi si può alloggiare in capanne ben servite, ma al calar del sole si resta senza elettricità e ci si deve arrangiare con candele e lampade a petrolio. E’ come fare un salto indietro nel tempo. Si riescono ad ammirare tutti i più importanti mammiferi e l’atmosfera è davvero magica.

 

  • Gli ippopotami del St. LuciaSt. Lucia Estuary: St. Lucia è una piccola cittadina turistica che si trova sul fiume Saint Lucia. Ricca di bar, negozietti e mercati con artigianato locale. L’attrazione principale è il fiume St. Lucia, con un estuario tra i più grandi di tutta l’Africa. Si possono fare dei brevi tour in barca che portano a vedere ippopotami e coccodrilli nel loro habitat naturale.

 

CURIOSITÀ

Ci sono alcuni dettagli che sono rimasti impressi nella mia mente sul viaggio che ho fatto in Sudafrica. Primo tra tutti, questa sensazione di non essere in Africa, bensì in un crocevia di Paesi e culture diverse. Un luogo che non è in nessun luogo. Ho visitato il Sudafrica nel 2012, quando ancora la paura in Europa non era un sentimento così percepito. Eppure lì si vive ancora nella paura, non ha mai abbandonato né bianchi né neri. Vero che l’apartheid come lo conosciamo dai libri di storia non c’è più, ma parlando con la gente ci si rende conto che non è un problema superato. I bianchi temono per la loro vita a causa delle repressioni operate a volte dai neri. E se ascolti i neri dicono la stessa cosa dei bianchi. Mi viene da pensare che le differenze razziali siano una concezione insita nel genere umano di ieri e di oggi e non so quando mai ne verremo fuori e in che modo.

Infine, mi ha colpito la quantità di gente che cammina ai lati delle strade. Ci sono persone ovunque e ti chiedi: “ma dove sta andando tutta questa gente??”. Camminano, fanno chilometri a piedi, con sacchi, valigie, ceste, in ciabatte, a piedi nudi, al lato di strade asfaltate di recente. Camminare per spostarsi da un posto all’altro è un modo di vivere il mondo che noi abbiamo dimenticato, noi che usiamo l’auto anche per andare sotto casa a buttare la spazzatura.

E infine, se visitate la zona di Durban, vi accorgerete della predominanza indiana. In spiaggia le persone ci vanno vestite da capo a piedi, e così vestite fanno pure il bagno.

E’ importante raccogliere tutti gli spunti di questo genere e portarli a casa con noi. Ci rendono più ricchi, più consapevoli, e..posso dirlo? Anche più intelligenti.

CUCINA

La cucina sudafricana si basa essenzialmente su piatti a base di carne, cucinata in ogni modo. Si sentono influenze europee, Olanda e Inghilterra in testa, soprattutto nelle salse e nei dolci.

DSCN1673Una particolarità che segnalo è l’amarula, un frutto selvatico giallo simile a una prugna, da cui si ricava un ottimo liquore che assomiglia al nostro Baileys. Assolutamente da provare, sorseggiandolo la sera mentre si guardano le stelle, che dai parchi africani splendono luminosissime lontano dalle luci al neon.

 

LOGISTICA

Arrivare in Sudafrica in aereo è abbastanza comodo, ci sono voli diretti o con scalo. Io ad esempio ho fatto scalo al Cairo e sono arrivata a Johannesburg in circa 10 ore.

Per quanto riguarda gli spostamenti interni, il modo più comodo è sicuramente quello di affittare un auto. La guida è a sinistra, ma le strade sono grandi e poco trafficate, per cui si prende subito la mano.

Il Kruger è visitabile direttamente con la propria auto, mentre per altri parchi vanno fatti i tour con le jeep dei ranger.

Attenzione alle distanze, sembrano poche se viste dalla cartina ma in realtà sono ore e ore di macchina. Consiglio di portarsi qualche bel cd per non addormentarsi.

L’ingresso nello Swaziland richiede molto tempo, perché vanno sbrigate le pratiche di dogana e i fogli si compilano a mano, tutti in coda come nelle nostre poste. La cosa divertente, ma non troppo, è che agli uffici della dogana regalano preservativi. Questo per indicare quanto l’AIDS sia un problema sentito in questo Stato.

Drive safely, f*** safely and beware of wild animals =)