La Romania è stata a tutti gli effetti il mio primo vero “viaggio”. Era l’estate del 2006, lo ricordo con molto affetto e vanto con orgoglio il timbro sul passaporto (non era ancora parte dell’UE). Sono partita con alcuni amici dell’Università alla volta di Campina, per prestare volontariato presso l’Orfanotrofio Casa Speranza, gestito dalle Suore di San Giuseppe di Aosta che ospita a tutt’oggi numerosi orfani.

Cosa ricordo di allora? Beh innanzitutto l’arrivo all’aeroporto di Bucarest e la lunga attesa: l’autista si era dimenticato di noi e non ci restava altro che attendere fiduciosi il suo arrivo a bordo della Dacia a gas che ci avrebbe condotti fino a Campina.

Il soggiorno presso Casa Speranza è stato straordinario. Costruito in stile valdostano, l’orfanotrofio è tra i più belli del Paese. Qui abbiamo trascorso le giornate inventandoci ogni giorno un gioco diverso da fare con i bambini. Nei momenti di pausa, a bordo dei taxi collettivi, ne abbiamo approfittato per girare i dintorni.

Abbiamo visitato il Monastero di Sinaia e il magnifico Castello di Peles con le sue sfarzose stanze, arredate negli stili più diversi e così incredibilmente maestoso!

Ricordo i boschi, i covoni di fieno e le donne rom con i loro bicchieri colmi di mirtilli in vendita. Ricordo la cordialità della gente, la festa per le strade di Campina alla vittoria della Steaua Bucuresti e poi le torte decorate in mille modi, ad un prezzo irrisorio.

Terminate le nostre due settimane di volontariato, ci siamo diretti a Bucarest per visitare la città. Credo che oggi la realtà sia molto cambiata, ma nel 2006 ho potuto vedere con i miei occhi gli orfani che vivevano nei condotti fognari. A cena abbiamo avuto la fortuna di poter mangiare con alcuni di loro, ormai adulti, che grazie a Parada e a Miloud Oukili hanno potuto avere una nuova occasione di vita.

Da non perdere

A Bucarest non si può perdere la visita alla Casa del Popolo, frutto della megalomania di Ceaușescu. Uno dei palazzi più sfarzosi e grandi del mondo, che da solo vale il viaggio. Se la facciata vi sembra imponente, pensate che sottoterra si estende per una altezza ancor maggiore. Mi raccomando, visitatelo solo dopo esservi attentamente documentati sulla storia contemporanea rumena e gli anni del regime.

Peccato non avere avuto il tempo di poter girare maggiormente questo interessante Paese. Mi piacerebbe tornare. Li è rimasto un pezzo di cuore, e la bandiera della Romania adorna ancora oggi una parete della mia casa.

  • Arrivo a Bucarest
    Arrivo a Bucarest
  • Casa Speranza
    Casa Speranza
  • Campina
    Campina
  • Monastero di Sinaia
    Monastero di Sinaia
  • Castello di Peles
    Castello di Peles
  • Casa del Popolo
    Casa del Popolo
  • Vista dalla Casa del Popolo
    Vista dalla Casa del Popolo
  • Casa del Popolo
    Casa del Popolo
  • Casa del Popolo
    Casa del Popolo
  • Casa del Popolo
    Casa del Popolo

Cucina

I ricordi sono confusi ma so con certezza che è stato qui che è avvenuto il mio colpo di fulmine con la panna acida!

Tags:

Valdostana di origine e milanese d'adozione, è laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Ha conosciuto…