Visitare Cuba si rivela un’esperienza oltre ogni aspettativa. L’immagine stereotipata dell’isola caraibica, la più grande dei Caraibi in effetti, con spiagge di fine sabbia bianca, palme e mare cristallino è solo la facciata di un intero mondo molto più vasto, complesso, denso di contrasti e paradossi.

Geograficamente Cuba si divide in due regioni principali: Occidente, da Trinidad verso l’Avana e Oriente, da Camaguey fino all’estrema punta Baracoa, dove si ritiene sia sbarcato Cristoforo Colombo nel 1492.

Dal punto di vista naturale, l’isola offre una gran varietà di paesaggi: dalle colline di Viñales, i mogotes, alle candide spiagge dei cayos settentrionali, tipici isolotti che punteggiano le coste in grande numero, all’aperta campagna della regione centrale dove si coltiva la canna da zucchero (una delle principali fonti di reddito dopo il turismo), alla foresta tropicale della Sierra Maestra ad Oriente.

L’aspetto storico è sicuramente quello più pregnante, a partire dal XVI secolo con la fondazione da parte degli spagnoli delle 7 città più antiche, passando per le guerre di Indipendenza tra Cuba e Spagna prima e tra Cuba e Stati Uniti poi, la rivoluzione comunista di Fidel Castro fino alla storia e geopolitica più recente, con i delicati equilibri tra Cuba, America Latina e Cina ed il susseguirsi di momenti di apertura e chiusura con gli Stati Uniti. Nessun altro Paese come Cuba è attaccato in modo così evidente alla sua storia recente, tanto che non è possibile capire Cuba se non si conosce almeno la storia dei suoi ultimi 70 anni. La Rivoluzione comunista ha segnato profondamente il tessuto sociale ed economico del Paese. Vi porto qualche esempio concreto per capire di cosa stiamo parlando.

  • In ogni strada, su ogni muro o palo della luce è dipinta o appesa un’immagine degli eroi della Rivoluzione, Fidel Castro, Che Guevara o Camilo Cienfuegos, qualche loro citazione che inneggia alla libertà o l’immagine della bandiera del movimento 26 Luglio;
  • Le librerie hanno quasi esclusivamente libri sulla Rivoluzione, alla televisione c’è un canale chiamato Telerebelde (Teleribelle), e giornali e riviste sono ancora sotto stretto controllo del governo per cui non esiste una vera e propria libertà di stampa;
  • Esiste ancora la tessera per il razionamento dei generi di prima necessità fornita dal governo, che ovviamente non copre il fabbisogno della popolazione e crea forti disagi e disparità tra la popolazione;
  • C’è una legge che proibisce agli stranieri di possedere immobili, a meno che non siano sposati con cubani. Se ci sono figli stranieri precedenti al matrimonio, questi non possono ereditare le proprietà del genitore al momento della sua scomparsa. Se invece i figli sono cubani, allora questo è permesso. Tutto ciò per evitare la presenza straniera sul territorio cubano. Inoltre se uno straniero vuole aprire un’attività a Cuba non può farlo a meno che non si metta in società con un cubano;
  • Il governo Trump ha notevolmente inasprito i rapporti con Cuba, proibendo agli statunitensi di visitare l’isola o di fornire materie prime, promuovendo un embargo dei mezzi che ora arrivano dalla Russia, dalla Cina o da alcuni Paesi dell’America Latina, soprattutto Venezuela e Brasile. Durante il secondo mandato di Obama si era assistito ad un’apertura nei rapporti tra i due Stati, ma il cambio di governo ha fatto ricrollare l’isola in serie difficoltà.

È davvero complesso analizzare l’evoluzione storica e politica di questo Paese, e questa non è certo la sede per farlo, ma vale la pena conoscere alcuni aspetti che la caratterizzano per poter conoscere e capire meglio il Paese che si visita. Il turista che passa una settimana nel resort di qualche cayo passerà sicuramente una vacanza paradisiaca, ma non potrà dire di essere stato a Cuba. Cuba va vissuta nel profondo, attraversata da parte a parte, esplorata attraverso le parole di chi ci vive e ci lavora, osservata attraverso gli sguardi fieri di chi decide di restare nonostante le difficoltà o quelli sognanti di chi decide di andarsene per offrire alla propria famiglia un futuro meno incerto.

Alla fine del mio viaggio, prima di tornare in Italia, un tassista molto gentile mi ha detto: “i cubani sono un popolo davvero libero e non c’è muro (riferendosi all’embargo americano) che li possa fermare. Un muro di idee è più forte di un muro di pietre”. Nonostante fossi completamente in disaccordo con lui, non ho potuto fare a meno di portargli rispetto. Mi auguro che un giorno Cuba possa davvero essere libera come lui crede.

Quando andare

Il clima di Cuba è tropicale, con due stagioni principali, quella secca e quella umida. La miglior stagione per visitare l’isola è sicuramente l’inverno: i mesi che vanno da novembre a marzo sono quelli che registrano le temperature più gradevoli e il minor tasso di umidità. L’estate è nettamente più umida con temperature più elevate (33/34 gradi), ma soprattutto è la stagione piovosa – temporali brevi e frequenti. Non è raro che l’isola venga colpita da uragani, soprattutto verso fine estate: tra i più recenti si ricordano Ike nel settembre 2008, Sandy a fine ottobre 2012, e Irma nel settembre 2017. La regione più calda di Cuba è l’Oriente, mentre la parte occidentale, la regione dell’Avana e di Viñales, è più fresca. L’abbigliamento consigliato è il tipico abbigliamento estivo, ma una felpa e una giacca a vento sono utilissime per la sera o per i mezzi di trasporto che hanno una forte aria condizionata.

Da non perdere

AVANA

Con i suoi 500 anni di storia, l’Avana è il simbolo di un decadentismo affascinante. Due milioni di abitanti circa, nelle cui vene scorre la musica a ritmo di salsa, e un intricato labirinto di viuzze che formano l’Avana vecchia, il centro città, in cui complessi moderni si alternano a palazzi coloniali e a semplici case segnate dal tempo. È bello passeggiare tra le vie che collegano piazze verdeggianti dove il cinguettìo di mille uccelli accompagna i cubani che si ritrovano seduti sulle panchine a chiacchierare, fumare sigari o connettersi ad Internet. Esistono mille volti diversi della città, dagli ampi spazi dei palazzi governativi, dei musei e dei teatri del centro ai vicoli dove si susseguono le case cubane strette, alte e colorate, al malecón, il lungomare dove alla sera ci si ritrova per fare una passeggiata o bere qualche sorso di rum in compagnia. La città vecchia, vittima per decenni del decadentismo architettonico, sta rinascendo ora grazie ad interventi governativi volti al restauro e alla conservazione del patrimonio storico, architettonico e culturale del centro città.

I quartieri principali sono Habana Vieja, Habana Centro, il Vedado e Miramar. Questi ultimi due quartieri sono più tranquilli e residenziali. Oltre alle mille attrattive del centro, spingetevi con il bus fino a raggiungere il Castello dei Tre Re del Morro o la Fortezza di San Carlo de la Cabaña, vale la pena perché si trovano in un parco da cui si gode un’atmosfera rilassata e una splendida vista panoramica sulla città. Un’altra attrattiva imperdibile è il museo della Rivoluzione che ospita la Granma, il battello con cui sbarcarono i rivoluzionari di Fidel a Cuba, e che racconta la storia moderna del paese attraverso testimonianze scritte e cimeli di ogni sorta.

Per spostarsi all’Avana si possono utilizzare svariate soluzioni, dal più economico autobus locale (guagua) al taxi privato. Il costo è a tratta e non a tempo, ma ricordatevi sempre di contrattare sul prezzo prima di salire.

A circa 20 minuti dal centro città, prendendo un bus dal Parque Central, si può raggiungere Playa del Este, una bella spiaggia frequentata sia da turisti sia da cubani. Si può fare kite surf, sup, noleggiare sdraio e ombrelloni e pranzare in uno dei chioschi. CI sono palme, sabbia fine e mare turchese, tipico scenario caraibico.

Per dormire: segnalo Villa Sofia, una casa particular molto elegante situata nel quartiere di Miramar Playa, a circa 10 minuti in auto dal centro. La villa è gestita da una coppia italo-cubana, Mario e Yessi vi offriranno un’ottima colazione nel patio interno, tra orchidee e colibrì e vi faranno sentire come a casa vostra, accogliendovi con grande cordialità e disponibilità. Sito: www.villasofiahavana.com

Per mangiare: un posticino tranquillo con ottima cucina, dove si possono trovare sia turisti che cubani è Doña Eutimia, ristorante che si trova in un vicoletto vicino a plaza de la Catedral. Il piatto tipico è la ropa vieja (vedi sezione Cucina).

BARACOA

È la città più antica di Cuba, situata non distante dal luogo di sbarco di Cristoforo Colombo. È molto bella e colorata, ogni casa dipinta con facciate gialle, arancioni, verdi e azzurre. Il centro si compone di un boulevard e una piazzetta dove si riuniscono gli abitanti alla sera per chiacchierare. Alla Casa della Trova si può ascoltare buona musica dal vivo e ballare salsa con i locali. La piazza principale ospita anche una croce in legno attribuita erroneamente a Colombo. Passeggiare tra le tranquille vie di questa cittadina, osservando le persone indaffarate negli acquisti o nelle loro attività quotidiane è una delle esperienze più autentiche che si possono fare a Cuba. Nelle case particular si possono noleggiare bici per visitare il paese e per le escursioni consigliate (noi le abbiamo noleggiate alla casa Sol y Luna).

Le principali escursioni da Baracoa sono: l’altopiano del Yunque, la foce del rio Yumurí (visitabile con giro in barca che scorre lungo un bel canyon e sfocia nel mare) e playa Maguana.

A meno di 20 km da Baracoa c’è Playa Maguana, una spiaggia di sabbia bianca con chioschetti dove i pescatori cucinano il tipico pesce al latte di cocco e vi portano il mojito direttamente in riva al mare, un vero momento di relax. Noi l’abbiamo raggiunta in bici, percorrendo una strada fatta di sterrato e buche, uno strazio per il fondoschiena che però vale la pena perché consente di vedere scene dell’autentica Cuba, attraversando villaggi di agricoltori e leggendo cartelli con citazioni della Rivoluzione appesi ad ogni palo o staccionata. La spiaggia si può raggiungere anche in autobus o con un taxi privato.

El Yunque è un parco che dista 8 km da Baracoa, raggiungibile sia in taxi sia in bici. L’ingresso costa 13 CUC, più 8 CUC per visitare la cascata. L’ingresso include obbligatoriamente una guida. Arrivati al camping El Yunque, si cammina per salire verso la cima dell’altopiano (circa 500 mt di dislivello), attraversando il fiume Duaba e piantagioni di cacao, palme reali e banane. La guida racconta come viene lavorato il seme di cacao, dalla raccolta fino alla lavorazione della fava nella fabbrica di Baracoa, unica a Cuba. È anche possibile osservare la fauna locale: il Cao, il Tocororo (uccello simbolo di Cuba perché ha gli stessi colori della bandiera nazionale), l’Arriero, uccello col corpo più piccolo della coda, il Carpintero Verde e le chiocciole Polymita dal guscio di tutti i colori. A metà salita ci si ferma ad un chioschetto dove si può assaggiare dell’ottima e rigenerante frutta locale, arance, pomelo, carambola, banane, cocco, guanábana, etc. Proseguendo lungo il sentiero si arriva alla cima da cui si gode di una splendida vista sulla baia di Baracoa. Al termine della discesa si devia verso una cascata che forma una piscina naturale dove ci si può rinfrescare facendo il bagno.

Per mangiare: ristorante La Colina, dove si potranno assaggiare i camarones al chocolate o in salsa di cocco, o provare le costine di maiale al vino rosso, piatti tipici del posto. Personale molto gentile e terrazza panoramica su Baracoa.

Per dormire: Casa Yamicel, una casa particular in centro a Baracoa, a pochi passi dalla piazza principale. I proprietari sono molto gentili, le camere sono pulite e si può cenare sulla terrazza panoramica a prezzi molto buoni. La colazione è ottima e abbondante.

SANTIAGO DE CUBA

Seconda città dopo l’Avana e antica capitale di Cuba, Santiago è connotata da una forte presenza di popolazione nera, dovuta all’intensivo utilizzo di schiavi in epoca coloniale dopo lo sterminio degli indios. Questo aspetto si riflette nella diffusa cultura afrocubana e nella presenza di numerosi seguaci della santería, credo che fonde in sé cattolicesimo e animismo. I suoi seguaci venerano gli orisha, divinità legate al mondo naturale, ed eseguono rituali e sacrifici propiziatori per varie finalità.

Ci è capitato di dormire nella casa di una santera, casa Maruchi, una delle casas particulares consigliate dalle guide. Maruchi tiene conferenze in tutto il mondo e compie rituali di divinazione e propizi a Ochun, dea della femminilità.

Le principali attrazioni di Santiago sono il boulevard Enramada, dove si trovano i principali negozi e la movida serale, la cattedrale Nuestra Señora de la Asunción, il museo Bacardi che raccoglie le collezioni artistiche della famiglia e racconta attraverso queste la storia di Cuba, dalla preistoria alla Rivoluzione del 1961. C’è inoltre il cuartel Moncada, edificio su cui fu sferrato il primo attacco di Fidel del 1953 (ora è una scuola) e il castello del Moro, da dove si può assistere ogni sera alla cerimonia del Cañonazo. Al di fuori del periodo del Carneval, il più famoso di tutta Cuba, non ritengo Santiago una meta obbligata di un viaggio a Cuba. È infatti molto caotica e trafficata e ci sono poche attrazioni turistiche degne di nota, ma ovviamente la mia è solo un’opinione personale.

TRINIDAD

Sicuramente la città più turistica di Cuba dopo l’Avana, Trinidad si distingue per le vie acciottolate, molte delle quali in costante riparazione, le case con le facciate a colori pastello, tantissimi ristoranti, negozietti e case particular. La caratteristica che più colpisce di questa cittadina è l’elevato numero di atelier di artisti che dipingono in vario stile, con i tipici colori accesi dell’arte cubana. È possibile chiacchierare con loro e vederli all’opera praticamente ad ogni angolo di strada. Quasi ogni casa ha una stanza che affitta per 20-30 CUC a notte. Molte abitazioni sono di origine coloniale e mantengono la struttura originale sia per i patios interni sia per l’arredamento.

Il centro di Trinidad si sviluppa attorno alla Plaza Mayor, dove locali e turisti si incontrano e si siedono sulle scalinate per ascoltare musica alla casa della Trova o semplicemente per connettersi ad Internet. Dal Parque Cespedes partono bus o taxi per le varie escursioni: si può andare al parco Topes de Collantes, grande riserva naturale con ruscelli e cascate in cui rinfrescarsi, tra cui il Salto de Caburny, una cascata di 62 mt. Il parco si raggiunge anche con escursioni a cavallo, ma se possibile evitate lo sfruttamento di questi poveri animali. Un’altra bella escursione è quella a Cayo Blanco, un’isola a pochi chilometri da Trinidad raggiungibile in catamarano. Lo snorkeling non è eccezionale, ma sull’isola potrete pranzare osservando le iguana e i paguri, piccoli granchietti con il guscio a forma di spirale, che vivono tra la vegetazione locale. A Trinidad potrete infine noleggiare bici per raggiungere Playa Ancón, in cui fare snorkeling sulla barriera corallina e mangiare pesce nei vari chioschetti lungo la strada.

Per dormire: Casa El Xique, piccola casa in zona centrale, 25 CUC con abbondante colazione inclusa. I proprietari sono una coppia di anziani molto cordiali e sempre sorridenti.

Per mangiare: evitate la famosa Redacción, c’è sempre coda, non potete prenotare e i camerieri non sono accoglienti. Vale invece la pena provare la taverna El Barracón, con il piatto tipico nazionale, il cerdo asado.

BAYAMO

È una piccola cittadina, nota soprattutto per essere il punto di partenza per l’escursione alla Comandancia de la Plata nella Sierra Maestra, luogo in cui hanno vissuto e combattuto per i primi anni i rivoluzionari Fidel Castro, Che Guevara e Camilo Cienfuegos. Vale la pena fermarsi se avete un’auto e potete spostarvi in autonomia o se avete già prenotato l’escursione tramite agenzia (circa 70 CUC). L’escursione porta in jeep fino ad Alto de Naranjo, da cui si procede a piedi per un trekking di circa 2 ore. Altrimenti Bayamo si anima soltanto nel fine settimana durante la festa della cubanía, in cui tutti i locali si riempiono di gente e di musica. Noi abbiamo rischiato di rimanere bloccati per 4 giorni a Bayamo per assenza di autobus e treni per proseguire il viaggio, quindi attenti se fate soste intermedie lontano dalle città più turistiche!

Dove dormire: Casabel, elegante casa situata leggermente fuori Bayamo, ma di fronte all’Hotel Sierra Maestra dove si trova l’agenzia Ecotur per prenotare le escursioni alla Comandancia. I proprietari sono una coppia molto gentile, lei avvocato lui agente di viaggi. Prezzo intorno ai 25 CUC colazione inclusa.

CIENFUEGOS

Ad un’ora da Trinidad e 4 dall’Avana è situata questa placida cittadina fondata dai francesi nel 19^ secolo, una delle città di più recente costruzione. L’architettura tipica coloniale è molto diffusa nel centro, i palazzi sono riccamente decorati all’esterno anche se molto spesso avrebbero bisogno di restauro. L’interno delle case varia molto, dagli edifici spaziosi arredati dai pochi cubani arricchitisi all’estero ai minuscoli bugigattoli dove vivono stipate le famiglie più povere tra ammassi di soprammobili, libri e utensili.

La zona più raffinata si trova a Punta Gorda, dove c’è anche uno dei palazzi che sicuramente merita una visita se capitate a Cienfuegos, il Palacio del Valle, costruito in stile arabeggiante da un gruppo di architetti italiani, francesi e cubani. Si può salire fino al bar in terrazza per sorseggiare un cocktail al tramonto e godere il panorama sulla baia.

Anche il centro città, con il Parque José Marti, merita una visita, soprattutto per gli atelier di artisti che dipingono o intagliano il legno, e per passeggiare nella grande piazza centrale o visitare il teatro di fine ottocento Tomás Terry.

Da Cienfuegos ci sono varie possibilità di escursione, tra cui il parco El Nicho, simile a Topes de Collantes, con cascate e ruscelli dove rinfrescarsi e fare passeggiate. Si trova a circa 60 km da Cienfuegos e si raggiunge in taxi per circa 30-35 CUC. Altrimenti si può pensare di rilassarsi a Playa Rancho Luna, a 18 km da Cienfuegos. Una spiaggia tranquilla frequentata da cubani dove prendere il sole, fare il bagno o pranzare in riva al mare.

Dove dormire: Hostal Tania y Adrián, un piccolo hotel con camera spaziose e pulite e una bella terrazza dove viene servitala colazione. Il personale è gentilissimo. Se non doveste trovare posto, potete alloggiare nella casa particular di fronte all’hostal che offre una cena ottima (il proprietario è cuoco).

Dove mangiare: non ci sono ristoranti di particolare qualità, l’unico consiglio è quello di non aspettare troppo per pranzo o cena perché i ristoranti o paladar chiudono molto presto.

Curiosità

DOPPIA VALUTA: L’esistenza di una doppia moneta, il peso cubano e il peso convertibile, è sicuramente una delle caratteristiche che rende l’economia cubana unica al mondo. Il peso cubano (CUP) è dedicato solo ai locali, mentre quello convertibile (CUC), equivalente al valore di 1 dollaro americano, rappresenta la valuta forte, utilizzata dai turisti – nel 2019 il cambio era di 1 CUC=25 CUP. L’introduzione di una doppia valuta, congiuntamente all’apertura del governo all’iniziativa privata nel settore del turismo hanno creato forti disparità e disagi nell’economia cubana: molto prezzi sono stati convertiti al cambio 1CUP=1CUC, il che ha fatto impennare il valore di molti beni commerciali. Un esempio su tutti, l’ingresso al museo della Revolución dell’Avana costa 8 CUP ai locali e 8 CUC agli stranieri! Anche gli stipendi non sono stati adeguati, poiché i dipendenti statali, che sono la maggioranza dei cubani, vengono pagati in CUP, con uno stipendio mensile che si aggira attorno ai nostri 30 €, mentre chi opera nel turismo è a diretto contatto con gli stranieri e riceve i pagamenti in CUC, che valgono 25 volte tanto. La conseguenza diretta è stata un incremento massiccio di operatori attivi nel turismo, dalle casas particulares ai ristoranti, una sovrabbondanza di offerta ed un impoverimento di quella fetta di popolazione non toccata dal turismo. A questo proposito consiglio questo articolo molto interessante: https://www.limesonline.com/rubrica/la-moneta-unica-e-il-riformismo-graduale-di-cuba.
Per chi pianifica un viaggio a Cuba, NON portate dollari ma EURO, viaggiate sempre con contanti perché i bancomat sono rari e non sempre accettano tutte le carte di credito (dimenticatevi il bancomat). Potete cambiare nelle casas de cambio che sono disseminate in ogni città, anche piccola, o a volte nelle casas particulares.

SUPERMERCATI: Ci sono periodi di grande scarsità di materie prime, tra cui alimenti, benzina, etc. soprattutto dovuti all’embargo imposto da Trump.  È facile entrare in un supermercato e notare gli scaffali completamente riempiti con un unico prodotto (olio, prodotti in scatola, bibite): i cubani si mettono in fila per fare scorta, perché non sapranno quando quei prodotti torneranno ad essere disponibili. Anche fare la spesa è complicato a Cuba ed i prezzi sono lievitati notevolmente dopo l’apertura al turismo.

INTERNET: dimenticatevi il libero accesso ad Internet. I turisti possono comprare delle schede che assomigliano alle vecchie schede telefoniche (per chi se le ricorda), dove devono grattare con molta cautela una casella metallizzata che nasconde user e password da inserire per potersi collegare alla rete ETECSA, la rete nazionale. La tessera costa in genere 2 CUC (1 CUC se avete la pazienza di fare la fila all’agenzia di telecomunicazioni) e dura 1 ora. Ma non è finita qui. Non pensate di potervi connettere ovunque, potrete farlo solo in alcune zone delle città, ad esempio i parchi pubblici e le piazze.

MUSICA: c’è sempre, ovunque, a qualsiasi ora del giorno e della notte, nelle spiagge, nei musei, nelle strade…e le persone ballano, non solo per intrattenere i turisti ma per divertirsi. Quale musica? Reggaeton. La salsa è considerata musica tradizionale e viene suonata quasi solo per i turisti nei locali. I cubani adorano il reggaeton e lo ascoltano con grandi casse a tutto volume.

Cucina

La cucina cubana, anche chiamata “criolla” non è molto varia ma è molto buona. Ci sono dei piatti base ricorrenti che possono essere cucinati in un’infinità di modi. Il piatto nazionale è il cerdo asado, il maiale arrosto, accompagnato da arroz con frijoles (riso con fagioli neri), e yucca (tubero simile alla patata) o banana fritta. Oltre al maiale ci sono anche ottimi piatti di manzo o agnello, come la ropa vieja, straccetti di carne al sugo con spezie. Ottimo il pesce, dai gamberi (camarones) all’aragosta, specialmente ad Oriente, dove viene cucinato in modo originale con diverse possibili salse, al latte di cocco o al cacao o ancora al vino rosso.  Come aperitivo è facile trovare la fritura de malanga, appetitose polpettine fritte di malanga, un altro tubero nazionale. Insomma il fritto è la modalità di cottura nazionale =)
Si beve molta birra e poco vino perché è d’esportazione e molto costoso. Le birre nazionali sono la Cristal, simile alla nostra Corona, e la Bucanero, più saporita.
Il dolce tipico è il flan de leche, un crème caramel, preparato con una base di latte condensato che lo rende molto compatto e saporito.

Info logistiche

Auto a noleggio o mezzi pubblici? Dipende dal tipo di viaggio che si vuole affrontare. Per ognuna delle due opzioni ci sono vantaggi e svantaggi. Noleggiare un’auto può essere molto costoso, soprattutto in alta stagione dove possono arrivare a chiedervi 100 euro al giorno. Inoltre le strade a Cuba sono sconnesse e piene di buche, a meno che non conosciate bene la zona non ci sono indicazioni chiare per svoltare. Il risvolto della medaglia è che avete libertà di movimento e autonomia di orari. Se volete visitare i paesini più piccoli o girare in autonomia l’auto è sicuramente l’opzione migliore, prendendo le dovute precauzioni. L’isola può essere girata anche con gli autobus della compagnia Viazul, l’unica che opera con i turisti. Si tratta di autobus comodi, con aria condizionata e ad orari più o meno regolari. Se si sceglie questa opzione, meglio prenotare gli spostamenti in anticipo sul sito di Viazul, rischiate altrimenti di non trovare posto nei casi in cui ci sia un solo autobus al giorno sulla tratta desiderata. Il limite dei mezzi pubblici è che collegano solo le principali città, per cui visitare le zone più rurali o i paesini più piccoli diventa complicato. I taxi sono molto usati ma contrattate sempre sul prezzo. All’Avana si trovano anche le classiche auto americane in stile anni ’50 convertite in taxi di lusso che fanno fare tour del centro ai turisti.

Per muoversi da Occidente ad Oriente esiste la possibilità di prendere un volo interno: ci sono due o tre compagnie locali con voli che partono quasi ogni giorno e collegano l’Avana con Santiago o Baracoa. Info su: https://www.cubatravelnetwork.com/it/viaggiare-cuba

Casas particulares: è il modo migliore di dormire a Cuba e di vivere l’isola. Sono molto diffuse in ogni città e si tratta abitazioni private convertite in b&b. Anche se viaggiate in alta stagione, ci sarà sempre una casa particular con una stanza libera, quindi potete evitare di prenotare e scegliere al momento dove dormire a seconda delle necessità. Fatevi sempre mostrare prima la camera e chiedete subito il prezzo, che varia dai 20 ai 40 CUC a notte a camera. In genere la colazione è servita direttamente dai proprietari o, se si tratta di case grandi, dal personale. Ci si può intrattenere a chiacchierare con loro e sentire i loro racconti, un aspetto impagabile che nessun hotel riuscirebbe ad offrire.

Altre informazioni utili: per arrivare a Cuba serve il visto, che si può fare direttamente dall’Italia attraverso l’agenzia Cubapoint (con varie sedi a Milano e Roma) al costo di circa 25€ oppure tramite l’Ambasciata.

Buon viaggio!