Sono stata in Islanda nel 2007 in Harley Davidson partendo da Milano. 6.700 km tagliando l’Europa da sud a nord e ritorno.

l'itinerario

Un viaggio avventuroso e indimenticabile, facendo i conti con la forza della natura e con i limiti dell’essere umano. La traversata islandese è durata una settimana, questo il tempo necessario ad effettuare l’anello esterno in senso antiorario, da est a ovest, soffermandosi con tutta calma nei punti più significativi e tornando in tempo al punto di partenza, Seyðisfjörður, per riprendere il traghetto settimanale. L’Islanda è un paese che sorprende, è una terra viva e in costante movimento a causa di ghiacci, del vento e dei vulcani. È una terra dura che vi offrirà un viaggio faticoso in cambio emozioni indimenticabili.

  • Scozia, stiamo per imbarcarci
    Scozia, stiamo per imbarcarci
  • Torshavn, Isole Fær Øer
    Torshavn, Isole Fær Øer
  • Torshavn, Isole Fær Øer
    Torshavn, Isole Fær Øer
  • La nave attracca a Seyðisfjörður
    La nave attracca a Seyðisfjörður
  • Partiamo da Seyðisfjörður
    Partiamo da Seyðisfjörður
  • Solfatare di Namaskard
    Solfatare di Namaskard
  • Cascata di Gulfoss
    Cascata di Gulfoss
  • Cascate
    Cascate
  • Lava
    Lava
  • Husavik
    Husavik
  • Balene a Husavik
    Balene a Husavik
  • Nei dintorni di Reykjavik
    Nei dintorni di Reykjavik
  • Blue Lagoon
    Blue Lagoon
  • Reykjavik
    Reykjavik
  • Spiaggia nera
    Spiaggia nera
  • Pulcinelle di mare
    Pulcinelle di mare
  • Cascata di Skógafoss
    Cascata di Skógafoss
  • Crateri vulcanici
    Crateri vulcanici
  • Geyser di Strokkur
    Geyser di Strokkur
  • Paesaggi a sud
    Paesaggi a sud
  • Antiche case a sud
    Antiche case a sud
  • Baia degli iceberg
    Baia degli iceberg
  • Foche nella Baia degli iceberg
    Foche nella Baia degli iceberg
  • Tramonto sulla Baia degli iceberg
    Tramonto sulla Baia degli iceberg

Quando andare

Per poter visitare l’isola facendo l’anello completo il mese ideale è agosto. La temperatura si aggira attorno ai 4 gradi di giorno.

Da non perdere

L’Islanda dal punto di vista naturalistico è uno dei posti più affascinante d’Europa. Non potete perdere:

  • Le solfatare di Namaskard: un paesaggio lunare mozzafiato, dove la terra ribolle ed espelle vapori bollenti e liquidi ferrosi.
  • La cascata di Skógafoss, che vi permettono di poterci camminare attorno, attraversando il loro getto e guardando l’acqua scorrere direttamente dal valico di roccia nascosto al loro interno.
  • Le spiagge nere a sud dell’isola, dove potrete ammirare meravigliosi esemplari di Pulcinelle di mare, uccelli simili a pinguini che popolano queste zone.
  • Le balene e i delfini di Husavik, che potrete osservare comodamente dai battelli di whale watching presenti in questa graziosa cittadina.
  • I geyser di Strokkur, impressionante forza sprigionata dal cuore della terra.
  • La baia degli iceberg di Jökulsárlón, dove le foche nuotano pacifiche e gli iceberg piano piano raggiungono il mare.
  • La cascata di Dettifos, imponente e maestosa, vi farà sentire piccoli piccoli.
  • La Blue Lagoon dove trascorrere una giornata immersi nelle tiepide acque termali della capitale.

Ricordatevi: l’Islanda va vista tutta. Non fermatevi solo a Reykjavik perché perdereste queste e altre meravigliose soprese che l’isola è in grado di riservare.

Curiosità

L’Islanda è una delle classiche mete dei Viaggiatori con la V maiuscola e durante il vostro tragitto non mancherete di incontrare personaggi straordinari che girano l’isola in bicicletta dormendo in tenda, motociclisti e appassionati di trekking.

Al di là della capitale e di poche altre piccole cittadine, l’Islanda si presenta come una terra desertica e disabitata. Lungo la strada agglomerati di due o tre case formano piccoli villaggi ed è qui che verrete ospitati durante la traversata. Ogni famiglia è autonoma e capace di resistere alle condizioni climatiche più estreme, ad esempio autoproducendo il pane in casa.

Il vento. Più che una curiosità, una spaventosa certezza. Giunti alla fine del viaggio, ci ritroviamo l’ultimo giorno a dover raggiungere per forza l’imbarco: la nave passa una sola volta alla settimana, perderla implicherebbe tornare in Italia con 10 giorni di ritardo, impossibile. Il vento soffia con una forza spaventosa e le due Harley Davidson avanzano a fatica; le folate ci spingono verso lo strapiombo sul mare. La strada è a tratti sterrata e senza guardrail. Lungo la strada un camper ribaltato. Proseguiamo e ad un certo punto il vento spazza letteralmente via la moto dei nostri amici trascinandoli a terra per alcuni metri. Ci spaventiamo da morire. Proseguire diventa adesso davvero pericoloso. Ci fermiamo nell’unico benzinaio che troviamo. Gli uomini del gruppo fermano una macchina. Sono italiani. Chiedono di far salire me e l’altra ragazza: la machina è l’unico mezzo abbastanza stabile da poter proseguire in semi sicurezza. I nostri compagni di viaggio si rimettono in moto, non ne vogliono sapere di perdere la nave. Procediamo a paso d’uomo, pregando. Arriveremo illesi all’imbarco con la certezza di essere dei miracolati.

Cucina

L’Islanda nel 2007 per un italiano risultava essere estremamente cara. Ricordo una spesa al supermercato di un pacco di biscotti e poco altro, costata 70 euro. Ai tempi non avevo ancora la passione per la buona cucina come oggi, pertanto non mi sono soffermata a cercare piatti e specialità tipiche e non sono oggi in grado di completare questa sezione in maniera interessante.

Info logistiche

curiostiàIl mezzo migliore per visitare l’Islanda è la macchina. A causa del forte vento e delle strade a tratti sterrate e senza guardrail, mezzi come la moto o il camper possono rivelarsi insidiosi. Se scegliete come me di andare in nave vi consiglio di prenotare con largo anticipo andata e ritorno (avevo prenotato ad aprile, partendo ad agosto). Nel 2007 mi sono mossa con la nave Norrona, partendo dalla Scozia e sbarcando poi in Danimarca. La traversata in nave può rivelarsi un’esperienza a sé. Se il mare è in tempesta, come l’ho trovato io, vi troverete in balia delle onde come su un guscio di noce, nelle cuccette situate nella stiva, letti a castello tripli, 9 persone in un metro cubo, a vomitare l’anima dentro a un sacchetto. Di sicuro un viaggio che non dimenticherete.

Considerando che la nave è piena di gente e che l’anello islandese prevede tappe più o meno classiche, è di estrema importanza prenotare il giorno prima i pernottamenti del giorno successivo, evitando di arrivare all’ultimo minuto: l’isola ha una strutturale carenza di posti letto, si viene di solito alloggiati in case private e il rischio di non trovare posto nei mesi di punta come agosto, è alto.

L’isola è fredda, ad agosto la temperatura si aggira attorno ai 4 gradi e a sud il vento può raggiungere una velocità a tratti pericolosa per chi si mette in strada. È necessario in questa zona procedere con estrema cautela e prevedere un giorno di margine per raggiungere di nuovo l’imbarco dei traghetti di Seyðisfjörður, in modo tale da potersi fermare qualora il vento non consentisse di proseguire.