Due settimane, cinque Stati, circa 5000 chilometri in minivan, passando dalle città ai deserti ai canyon ai laghi alle foreste, da 6 gradi a 45 gradi…insomma un viaggio importante e complesso, sia per il corpo sia per la mente. Il fuso orario, le lunghe distanze, le ore seduti in macchina, gli sbalzi di temperatura, l’alimentazione on-the-go, i trekking sotto il sole, la visita alla Valle della Morte, le pochissime ore di sonno sono una grande sfida per il nostro corpo, che si abitua man mano al cambiamento e a condizioni che non rientrano nel nostro standard quotidiano. La mente è sospesa e ci dimentichiamo di tutto ciò che abbiamo lasciato a casa, lavoro routine e problemi per immagazzinare dentro alla memoria i ricordi di tutti quegli spazi infiniti che si aprono alla nostra vista, spazi in cui in confini non si vedono, lo sguardo si perde e il cuore si riempie di fronte alla meraviglia della natura. Ci si meraviglia anche per come la natura sia in grado di essere perfetta anche in condizioni di privazione, nei canyon e nelle valli deserte dove non si vedono ruscelli, piante e forme di vita significativa. Anche nel nulla c’è bellezza, anche nel silenzio c’è suono. Questa è stata per me una grande lezione di vita, che potrei riassumere nelle poche parole di una signora incontrata per caso in un caffè lungo la strada: “Places like these give you the impression that there’s nothing to see. But the more you look, the more you find.” “Posti come questi danno l’impressione che non ci sia nulla da vedere. Ma più guardiamo, più ci rendiamo conto che c’è molto da scoprire”. Questa è la meraviglia del Farwest.

Per chi volesse vedere delle foto serie del viaggio, potete visitare il blog di Simone, amico e appassionato di fotografia che ha partecipato al viaggio con me: https://simonemodica.com/farwest/

QUANDO ANDARE

Questo tipo di viaggio è adatto a tutte le stagioni, e poi come dico sempre uno le ferie le ha quando le ha. In ogni caso, non ci sono periodi particolarmente sconsigliati per via del meteo o delle temperature. Si tratta solo di prepararsi con l’abbigliamento adeguato. Ad agosto, quando ci sono stata io, ho portato abbigliamento estivo e pratico per le giornate calde e i trekking, ma anche felpa e pantaloni lunghi per la fredda San Francisco, per le sere in zona Bryce Canyon e Zion National Park, e soprattutto per la gelida aria condizionata americana.

DA NON PERDERE

Per tutti i parchi si possono trovare informazioni dettagliate, cartine e istruzioni sul sito https://www.nps.gov/. Il National Parks Pass dà accesso a quasi tutti i parchi e costa circa 80 $.

dscn9192Arches National Park: una piacevole sorpresa, un parco tra i meno noti nel grande panorama dell’ovest americano, ma pieno di sorprese. Dalle Petrified Dunes passando per Balanced Rock e finendo al Delicate Arch, le rocce assumono forme curiose e stravaganti, mentre il colore della pietra assume toni molto diversi, dal verde-azzurro al rosso fuoco. Da non perdere.

 

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Canyon de Chelly: un trekking piacevole e per nulla impegnativo porta a scendere verso il fondo di questa valle patrimonio della tribù Navajo, che vive tuttora in queste zone e le gestisce. Si possono ammirare alcuni resti di case tipiche degli antenati dei Navajo, i Pueblo, e si possono prenotare tour guidati per visitare tutta la valle, raggiungendo posti che altrimenti non si potrebbero vedere. Le rocce sembrano state lisciate dal vento, creando un paesaggio quasi fiabesco.

dscn9351Monument Valley: uno dei momenti più emozionanti del viaggio è sicuramente la Monument Valley. Anche in questo caso consiglio di prenotare, anche sul posto, un tour guidato con i Navajo. Sono persone molto riservate e pacate, ma basta poco per guadagnarsi le loro confidenze e dare valore aggiunto alla vostra visita. L’impatto visivo con la Monument Valley è come essere catapultati in un film western, dentro di te pensi “esiste davvero, è come nel film, anzi molto più bella”. Questi blocchi di roccia che emergono solitari e sullo sfondo il nulla, i colori accesi e le strade polverose, i racconti dei Navajo che hanno saputo trovare in ogni pietra una fantasiosa somiglianza con qualche forma naturale o umana, tutta questa valle dà l’impressione di essere in un luogo al di là dei concetti di spazio e tempo.

dscn9460Grand Canyon: se state pensando ad un altro momento topico, ecco non è questo. Le aspettative quando ci si appresta a visitare il Grand Canyon sono molto alte, ma possono deludere perché il luogo è immenso e per visitarlo tutto servirebbero settimane. Questo canyon è una combinazione unica di colori e forme rocciose erose dal vento. I suoi numeri sono 446 km di lunghezza, 29 km di ampiezza e 1,6 km di profondità. In inglese si direbbe overwhelming, che travolge i nostri sensi per la sua immensità. Sono molte le possibilità di visitarlo a seconda del tempo che si ha, dalla semplice passeggiata lungo il Rim (il bordo del canyon) o il giro in elicottero per chi ha poco tempo, ai trekking che scendono a valle verso il Colorado dove si può fare rafting e attraversarne delle zone. Per pernottare in tenda nel canyon è necessario richiedere permessi speciali ai ranger del parco.

dscn9517Antelope Canyon: il canyon che si vede sugli sfondi dei PC, per intenderci. Si può visitare soltanto con visita guidata da prenotare se possibile in anticipo. Si divide in Upper e Lower Canyon, visitabili separatamente. Il più conosciuto, ma anche il più affollato, è l’Upper. Arrivati all’imboccatura del canyon, la guida vi porterà in circa mezzora da un’estremità all’altra del canyon, raccontandovi la storia del canyon e alcune curiosità. Due info rapide: preferite le ore centrali del giorno, per ammirare i raggi di sole che entrano dall’alto e colpiscono le ricce creando splendidi effetti di luce. Inoltre, se piove il canyon non è visitabile per pericolo di inondazioni. Unica nota negativa: a meno che non scegliate il tour fotografico, che dura più a lungo, avrete poco tempo per fotografare, sarete in fila indiana e immersi in una folla di aspiranti Salgado e la vostra guida continuerà incessantemente a chiedervi di darvi una mossa. Consigli per fotografi: https://garyhartblog.com.

dscn9513Horseshoe Bend: poco lontano dall’Antelope Canyon e dal lago Powell, sorge questo stupefacente tratto del fiume Colorado, lo stesso che attraversa il Grand Canyon. Un enorme ferro di cavallo che regala una vista incantevole grazie ai colori del fondale del fiume che creano contrasto con il rosso delle rocce. Alba o tramonto sono i momenti migliori per le visite, per cogliere le sfumature create dalla luce del sole. Assolutamente da non perdere.

dscn9615Bryce Canyon: anche se mi sembra di ripetermi, questo canyon lascia a bocca aperta. Consiglio di visitarlo all’alba, quando dal buio totale i raggi del sole si alzano e colpiscono le rocce a forma di guglia rivelando lo splendore di questo parco. C’è chi dice che le rocce ricordano il tetto del Duomo di Milano, che le paragona alle formazioni rocciose della Cappadocia, insomma ognuno ci vede qualcosa. Resta il fatto che questo canyon colpisce per la sua unicità rispetto ai canyon tradizionali. Ci sono molti sentieri e percorsi che portano attraverso il parco. Se potete non limitatevi alla classica passeggiata sul Rim ma addentratevi seguendo il Queens Garden Trail o il Peek-a-boo Loop.

dscn9696Death Valley: un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. La Valle della Morte è la valle degli estremi, sia per le alte temperature che arrivano a toccare i 50 gradi, sia per l’elevazione – 86 metri sotto il livello del mare. Nonostante il nome possa far pensare il contrario, ci sono parecchie forme di vita tra flora e fauna selvatica. Sembra non esserci nulla da vedere, eppure abituando i nostri occhi si scopre un mondo di colori cangianti, deserti nascosti, distese di sale, piccoli animali selvatici. Verso la fine del 1800 nella valle erano attive le miniere di boro, trasportato dal Twenty Mule Team, un gruppo di carovane trainate da cavalli che attraversavano parte della Death Valley per trasportare il boro. Da vedere: Zabriskie Point, Badwater Basin, Devils Golf Course, Artist Drive, Furnace Creek.

dscn9768Yosemite National Park: dopo deserti e canyon, entrare allo Yosemite rappresenta un cambio totale di scenario. Strade panoramiche con vedute su piccoli laghi di montagna, immersi nella foresta, cascate, sequoie e natura verdeggiante. Se prenotate con largo anticipo, è possibile alloggiare presso i diversi campeggi che si trovano nel parco. Sicuramente un’esperienza emozionante dormire in tenda, in camper o nei lodge e svegliarsi in mezzo alla foresta. Il parco è immenso e ci vogliono ore in macchina per attraversarlo. Meglio farsi un programma di cosa si vuole vedere. Numerosi sono anche i sentieri e le passeggiate che si possono fare per ammirarne dei tratti a piedi, dal Vernal Falls Trail al Mariposa Grove per ammirare le sequoie. Molti cartelli invitano a stare attenti e non lasciare cibo aperto in vista per paura che si possa essere attaccati dagli orsi. Non se ne vedono di giorno a quanto pare, ma di notte attorno ai campeggi mi hanno raccontato che si sentono eccome, e non sono pacifici come l’orso Yogi.

dscn9780Sequoia National Park: la terra dei giganti, la casa del Generale Sherman, l’albero più voluminoso al mondo, questi sono solo alcuni degli appellativi che vengono in mente descrivendo questo parco. Visitate la foresta dei Giganti, circondati da alberi imponenti che vi faranno sentire piccoli piccoli. Passeggiando nella quiete di questo parco si ammira la grandezza e potenza della natura, ma anche il suo fascino. Avventuratevi sul Moro Rock Trail (a meno che non abbiate grossi problemi di vertigini), per vedere il parco dall’alto. Il panorama che offre questo trail è davvero mozzafiato.

20160827_204637Las Vegas: hey baby let’s go to Vegas. Non riesco a ricordare la quantità di canzoni e film ambientati in questa città, che vale la pena visitare solo di notte. La notte a Las Vegas non finisce mai. A differenza di New York, che è la città che non dorme mai, potrei dire che Las Vegas è la città che non dorme mai solo di notte. Deserta di giorno, a partire dalle 5-6 di sera la Strip, la via centrale, si anima di persone vestite nei modi più stravaganti, di coppie con abiti da matrimonio, di musicisti di strada e tanto altro. Ogni palazzo risplende di mille luci nella notte, tra insegne luminose e luci al neon. Las Vegas è l’unico posto al mondo dove potrete trovare nella stessa strada la torre Eiffel, le fontane musicali del Bellagio, il ponte di Rialto di Venezia, un palazzo romano dedicato a Cesare e mille altre stranezze. Impossibile non spendere almeno un dollaro alle slot machines o molto più ai tavoli di roulette e black jack dei casinò. Un cocktail normale vi può costare dai 15 ai 20 dollari, servito da cameriere giovani (s)vestite in abiti seducenti. Sicuramente un’esperienza da vivere per tutta la notte, sia che siate di passaggio sia che stiate festeggiando il vostro addio al celibato in stile “notte da leoni”.

dscn0029San Francisco: tappa finale del viaggio, questa città è probabilmente una delle più belle città di tutti gli Stati Uniti. Molto europea a livello architettonico e strutturale, molto americana per il meltin’ pot di gente che la abita e per le loro abitudini, molto moderna perché qui nascono le avanguardie internazionali a livello di tecnologia e servizi (nella famosa Silicon Valley). Girare San Francisco è molto semplice, ma allo stesso tempo molto impegnativo: come si vede nei film, le strade sono sempre o in salita o in discesa. Ci sono i famosi Piers con i negozi di souvernirs, i locali e gli ambulanti che vendono la zuppa di granchio nella pagnotta. Da qui partono i battelli che portano all’isola di Alcatraz con il suo storico carcere, un’esperienza che lascia un certo peso sul cuore ma che merita una visita. Poi c’è il Financial District con i suoi palazzi luccicanti, Alamo Square con le case vittoriane, China Town, Japanese Gardens, Marina Bay e la splendida passeggiata verso il Golden Gate. Qui consiglio di affittare delle biciclette e percorrere il ponte per raggiungere Sausalito, una piccola località di nicchia, molto elegante e molto turistica, con case a cinque stelle e le tipiche houseboat, case in legno galleggianti sull’oceano. La città si trasforma la sera, tutto chiude molto presto, per cui attenti se dovete cenare…orario da galline! Inoltre si trovano moltissimi senzatetto e barboni che vivono sulla strada, spesso ubriachi, ma tendenzialmente innocui. Attenti alla zona di Market Street, lì c’è una concentrazione piuttosto alta – magari non ci girerei da solo/a la notte. Per il resto lasciatevi ammaliare girando per le strade e respirando questo mix di atmosfere hippie, beat generation e new generation (felpe taglia xl, abbigliamento casual, mac book, tazzona gigante di caffè e via).

CURIOSITÀ

Acqua: parola chiave del viaggio.  Tra le tante ossessioni americane, finalmente una giusta. Bere TANTA acqua. Lo trovi scritto su ogni cartello per strada, nei parchi, ovunque. La stagione estiva in queste zone può essere molto calda, per cui tutti si raccomandano di portarsi dietro almeno due litri d’acqua, che viene spesso venduta in piccoli bidoncini. Non costa poco, anzi forse costa meno la birra ma anche se tanti preferirebbero la seconda, me inclusa, meglio non fare i gradassi e farsi recuperare in qualche parco dai ranger per disidratazione.

Grandezze: in generale negli Stati Uniti è tutto grande, le strade, i marciapiedi, le auto, i camion, i panini, le bibite (fate caso a quelli che entrano in autogrill con le caraffe per la Coca Cola). Tutto grande tranne…i letti! Ricordatevi sempre di chiedere in albergo se il letto è king o queen size: nella maggior parte dei casi è queen size, cioè una piazza e mezzo, ed è considerato un letto matrimoniale. Meglio partire informati se avete un compagno di letto piuttosto ingombrante =)

Alcol: la licenza per servire alcolici costa parecchio, in più in alcuni Stati dell’Ovest come lo Utah vive la maggioranza dei mormoni, per cui niente alcol. Nei locali non lo vendono proprio. Lo potrete trovare in alcuni Seven Eleven, catene simili ai nostri autogrill. Inoltre se avete intenzione di cercare alcolici portatevi sempre dietro il passaporto, ve lo chiederanno anche se avete 40 anni. La carta d’identità non è valida per il riconoscimento dell’età. Ottime le birre americane, soprattutto le IPA, e buoni anche i vini della California.

Orari cena: in generale si cena alle 19 e moltissimi ristoranti chiudono al più tardi alle 21. Se passate l’orario, c’è sempre il 24 hours store, ma vi dovrete accontentare alla meglio di qualche panino freddo.

CUCINA

img-20160814-wa0001Il mio cenno alla cucina americana sarà rapidissimo. Da italiani partiamo sempre prevenuti, ma in questo caso sappiamo già cosa ci attende. Nonostante i posti turistici si siano adattati ad alternative vegetariane (per i vegani ahimè non c’è speranza), la maggior parte dei piatti locali è a base di carne. Dall’hamburger alla Cesar Salad (insalata a base di pollo alla griglia, cheddar e verdure), ai BBQ Ribs (le classiche costine). Se proprio volete dare una botta di vita alla vostra italianità rimasta, ci sono gli spaghetti meatballs, la versione americana dei nostri spaghetti con le polpette.  Chi viaggia in genere non ha il tempo di fermarsi a ristorante mezzogiorno e sera, per cui se non si vuole perdere tempo potete comprare panini o wrap (tipo le nostre piadine) nelle catene Maverick o Seven Eleven. Ovviamente questo esclude le città, dove si può trovare di tutto per tutti i gusti.

LOGISTICA

Potete raggiungere Denver via Washington o Newark, impiegando tra le 10 e le 12 ore di volo. Qui valgono le considerazioni generali sui voli: c’è a chi piace, c’è a chi no. Unico consiglio che posso dare è copritevi molto perché l’aria condizionata rischia di farvi arrivare a destinazione già appestati di bronchite – è davvero gelida.

Le distanze in generale sono enormi, quindi mettete in conto ore ed ore di macchina. Dotatevi di un buon navigatore gps (le compagnie di noleggio auto lo forniscono sempre), ma anche di una buona cartina. Puntare il navigatore e rendersi conto al momento che avete davanti 8 ore di viaggio non è una bella sorpresa, per cui programmate prima le tappe e calcolate tempi e distanze per non rischiare di sprecare tempo o arrivare all’ora sbagliata.

Informatevi molto bene anche sui fusi rari, ci sono certi punti al confine tra Utah e Arizona in cui il fuso orario cambia spesso. Partite alle 6, dopo mezzora sono le 7.30, poi le 6.30…è un ottimo modo per sfoderare il vostro inglese con i locali: excuse me, what time is it?

E allora, pronti, partenza, viaaa! Buona avventura!