Gli Emirati Arabi  sono composti da sette stati, o meglio emirati: Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujaira, Ras al-Khaima, Sharja e Umm al-Qaywayn. Si tratta di Stati abbastanza piccoli, spesso non ci si rende nemmeno conto di passare da un emirato all’altro per quanto sono piccoli. Ovunque, per le strade, nei negozi e nei locali si trovano cartelli con la bandiera e raffigurazioni degli emiri, che vengono praticamente venerati. Al di là dello sfarzo che offrono città come Dubai e Abu Dhabi, c’è il nulla…deserto, oasi, piccoli centri dove vive la popolazione locale raccolta in locali e negozietti di ogni genere. La sensazione che lasciano questi posti non è tanto il contrasto tra lusso ostentato e povertà dietro l’angolo, che è evidente ma abbastanza generalizzato nei Paesi arabi. Ciò che colpisce maggiormente è proprio l’eccesso. Ciò che non si ha, si costruisce. Intere isole costruite artificialmente, piste da pattinaggio e da sci nei centri commerciali, marmo e oro ovunque nei palazzi. Ci si sente quasi a disagio in tanto lusso (o almeno io ho avuto momenti in cui mi sono sentita davvero una poraccia…)  Il passaggio dalle stelle alle stalle non lascia indifferenti, si ritorna a casa con la sensazione di aver fatto un viaggio nel mondo delle favole, e servono spesso le foto a ricordarci che esiste davvero. Si tratta comunque di un Paese complesso, con mille contraddizioni. Un Paese che va conosciuto e capito per poter essere amato.

Il giro che ho fatto parte in realtà dal Musandam, penisola dell’Oman famosa per i suoi fiordi che solcano il deserto roccioso, per arrivare a Dubai e concludersi ad Abu Dhabi. Eccovi il mio racconto.

QUANDO ANDARE

Destinazione favorita durante l’inverno, perché le alte temperature consentono di girare all’aperto comodamente in maniche corte o camicia. Si può anche pensare di farsi un bagno nelle acque cristalline del Musandam, tuffandosi da un dhow, tipica imbarcazione di legno dei pescatori con cui vengono effettuate crociere e tour. Oppure guardare il Burj-Al-Arab da vicino, godendosi il sole nelle spiagge lì vicino.

Se possibile evitate l’estate o comunque i mesi caldi. Perché? Vi lascio solo un indizio: le pensiline di attesa degli autobus a Dubai sono dotate di aria condizionata, perché anche attendere l’autobus per qualche minuto può essere un’esperienza estrema.

DA NON PERDERE:

Musandam: la penisola del Musandam si trova negli Emirati Arabi, pur appartenendo al Sultanato di Oman. Si tratta di una lingua di terra che si affaccia sul Golfo Persico ed è molto importante per i traffici con l’Iran. E’ una tranquilla zona di pescatori, per cui si incontrano solo piccoli villaggi, il più importante Khasab. Affittate un dhow, la tradizionale barca araba, che vi porterà a largo nel mare trasparente pieno di pesci gialli e blu fino all’isola di Telegraph, su cui gli inglesi costruirono un forte. Da lì si susseguono isolotti e fiordi come in Norvegia, con pareti alte a strapiombo su golfi d’acqua cristallina, ocra o smeraldo a seconda dei riflessi delle montagne.

Dubai: la capitale del lusso sfrenato, insieme ad Abu Dhabi. Troverete tutto quello che potete immaginare e oltre. Isole come “The Palm”, un arcipelago costruito artificialmente sul mare; palazzi avvenieristici come il Burj Al Arab o il Burj Khalifa, centri commerciali grandi come intere città, con vie e negozi di ogni genere, splendide moschee, ma anche piccoli souk dedicati alle stoffe, alle spezie, all’oro e mercati di frutta, verdura, pesce e tanto altro. Un mix di esperienze per tutti i gusti e tutti i portafogli. A Dubai le distanze sono notevoli, per cui girate in autobus, in metro o in taxi. Godetevi una passeggiata sul Creek ammirando i palazzi in vetro, perdetevi per le viette del centro tra i souk, e se avete tempo dedicate uno sguardo anche ai quartieri meno turistici. Esiste un intero quartiere indiano in cui avrete l’impressione di tornare indietro nel tempo: artigiani di ogni tipo lavano, stirano, riparano attrezzi rotti, attività che ormai in Occidente si sono perse. Alla sera, non dimenticatevi di assistere allo spettacolo delle fontane musicali di fronte al Burj Khalifa, un’emozione da lasciare a bocca aperta.

Oasi di Al Ain: questa splendida oasi si trova nell’Emirato di Abu Dhabi. È considerata il principale patrimonio culturale del paese, tanto che alcuni siti archeologici ed alcune oasi all’interno del perimetro cittadino sono inseriti nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Al-ʿAyn è anche nota come la Città Giardino del golfo Persico a causa dei molti parchi. Potrete visitare le oasi, il Al-ʿAyn National Museum, alcuni forti oggi restaurati e il Palazzo di Al Ain, ex dimora dell’ormai defunto padre fondatore degli EAU, lo Sceicco Zayed Bin Sultan Al Nahyan, in cui si possono ammirare le stanze e i giardini privati un tempo occupati dall’Emiro.

Il mercato dei cammelli: un’ottima occasione per vedere da vicino cammelli e ascoltare i venditori che contrattano per ore per cercare di negoziare i prezzi vantando le qualità dei loro animali. Un’esperienza autentica, soprattutto se siete fortunati e visitate il mercato in un momento in cui non ci sono folle di turisti.

Abu Dhabi: sono due le principali attrazioni che non potete perdere durante una visita ad Abu Dhabi: la Sheikh Zayed Grand Mosque e l’Emirates Palace. La prima è un’immensa moschea moderna, ha 80 cupole, quasi 1.000 colonne ed enormi lampadari placcati d’oro. Può ospitare 40.000 fedeli ed è una delle moschee più grandi del pianeta. Prende il nome dallo Sceicco Zayed, il Padre della Patria che qui è sepolto. E’ aperta ai turisti, ma vanno rispettate alcune regola tra cui il silenzio e l’abbigliamento decoroso con capo coperto per le donne. Portatevi un foulard, la macchina fotografica e perdetevi nelle sue meraviglie.

L’Emirates Palace è invece un hotel a mille stelle (in realtà sono sette) nel senso che è l’apoteosi del lusso. Oltre il cancello d’entrata viali di palme che si illuminano a giorno al tramonto, nel parcheggio troverete più limousine che posti, nell’atrio c’è un pianista che suona a tutte le ore, ci sono sale conferenze, bagni di lusso, bar altrettanto di lusso ma…anche qui si può visitare gratuitamente. Al massimo potete concedervi un drink al piano bar giusto per darvi un tono. Personalmente, questo è stato il momento del mio viaggio in cui mi sono sentita davvero una poveretta: passavo accanto a signore elegantissime che indossavano pantaloni di Armani sotto il burqa, uomini d’affari vestiti di tutto punto e io, beh io arrivavo dall’oasi di Al Ain con le scarpe da ginnastica zozze e abbigliamento sportivo, per cui immaginate il contrasto. Eppure mi hanno fatto entrare senza battere ciglio! =)

CURIOSITÀ

Le capre e le mucche. Ci sono capre e mucche ovunque, le trovate che rovistano nei bidoni dell’immondizia, che attraversano le strade, nei cortili delle case. E’ la normalità del quotidiano, ma ovviamente sono bandite dalle città, dove al massimo sei tu a sentirti capra in mezzo a tanto lusso.

Donne e burqa: mai mai mai, ripeto mai fotografare una donna col burqa. Se se ne accorge siete spacciati. Si ritiene infatti che la fotografia possa rubare l’anima del soggetto fotografato, perciò vi chiederanno di cancellarla e si arrabbieranno pure se avete tentato di fare foto di nascosto. Siete avvisati. Se proprio non riuscite a resistere, chiedete prima. Inoltre, c’è chi dice che le donne occidentali dovrebbero coprirsi il capo la sera in segno di rispetto delle tradizioni locali. La realtà dei fatti è che se ti copri il capo poi ti guardano tutti con aria divertita. E allora vi consiglio: fate un po’ come vi pare, tanto se vi coprite non va bene, e se non vi coprite nemmeno.

L’uomo gigante: non è una curiosità, ma un mio ricordo molto divertente. Gita sulle montagne del Musandam in 4×4 annunciata come un trekking. Io e il mio gruppo ci aspettiamo un trekking da manuale, e invece si presenta la guida, un omone di 150 kg (e qui cominciano i sospetti sul trekking a piedi), sale in auto e ci porta a vedere questo splendido deserto roccioso sulle montagne del Musandam. Il giro dura diverse ore, nessuno si è portato niente per il pranzo. Arriviamo in una radura con indovinate un po’…capre (!) e l’omone ci dice: ora potete pranzare. Con rassegnazione cerchiamo nelle nostre auto tutti gli avanzi possibile da mettere insieme come pranzo e non osiamo contraddire la nostra guida. Io avevo portato dei nocciolini, piccoli biscottini tipico del mio paese e, visto che la guida non aveva nulla da mangiare, gliene offro un po’. Di tutta risposta la guida gigante li guarda con sguardo dubbioso, come se fossero cacche di capra, e arraffandone manate intere dal sacchetto se li trangugia tutti. E io che li avevo portati con tanto amore dall’Italia…=(

CUCINA

Fish fish!!! Si mangia pesce, e poi pesce e ancora pesce. Buonissimo, alla griglia o in mille altri modi. A Dubai c’è un bellissimo mercato del pesce con bancarella straripanti di pesce appena pescato, che viene cucinato e consumato al momento. Attenti ai prezzi perché con i turisti tutti tentano di fare i furbetti. Trattate. Trattate. Trattate sul prezzo.

Poi c’è il classico cous cous in diverse varianti con carne o senza. E per gli amanti dei datteri, questo è il Paradiso.

E se andate in città, potete deliziarvi con qualsiasi cosa, ce n’è per tutti i gusti. Troverete anche tante catene occidentali, per cui potete veramente mangiare di tutto.

A Dubai ho provato la cucina libanese, che consiglio vivamente. Molto delicata, offre pietanze molto particolare: dagli involtini di carne in foglie di vite di greca memoria, al taboulé, all’hummus di ceci, ai falafel (polpettine di ceci), al pesce cotto in un infuso di timo, alle salse con le melanzane.

LOGISTICA

Mentre per spostarsi da un emirato all’altro è consigliabile affittare un’auto, nelle città è invece preferibile scegliere i mezzi pubblici. Le strade sono sempre molto belle e ampie, tante sono nuove e tra cartelli e GPS ci si muove senza difficoltà. La città però è spesso caotica e soprattutto i parcheggi sono cari.

Dubai: se avete poco tempo per girare a città, consiglio il classico autobus da turisti (hop-on hop-off): le distanze tra un quartiere e l’altro sono infatti vastissime (si parla di chilometri da un posto all’altro). In alternativa sono molto validi anche la metro e il taxi. Ci sono taxi fuori da ogni centro commerciale, ma ricordatevi di mettervi in coda!

Abu Dhabi: altro discorso per questa città, in cui non c’è la metro e il modo più conveniente e comodo per girare in città sono i taxi o la propria auto.

Vi lascio come sempre con le immagini del mio viaggio, buona visione!