Marocco per me vuol dire lavoro. Sono stata qui due volte, la prima a maggio 2011, la seconda a febbraio 2014.

La prima volta sono partita la notte dell’uccisione di Osama Bin Laden. Sto ancora dormendo quando ricevo un messaggio del mio capo: “Hanno ucciso Bin Laden, fai attenzione”. Non sapevamo se e come avrebbero reagito i paesi musulmani. Per fortuna non accadde nulla di particolare. Maggiori conseguenze le portò invece l’attentato di Marrakech avvenuto il mese precedente, che costrinse il Paese ad attivare una fitta rete di posti di blocco, dove ci fermammo anche noi più volte. Ai tempi lavoravo per la Camera di Commercio di Milano e seguivo un progetto finanziato dal Comune, volto a supportare gli immigrati provenienti dalla cittadina di Beni Mellal e intenzionati a ritornare in Patria per aprire una attività imprenditoriale. Scopo della missione era dunque la costruzione della rete di partner che avrebbe supportato il progetto, composta da ministeri, agenzie e associazioni non profit. Buona parte della mia permanenza si è concentrata a Beni Mellal, nell’entroterra della regione di Tadla Azilal, luogo ancora fortemente legato alla tradizione e da visitare se volete respirare il Marocco più autentico.

La seconda volta sono tornata invece per le fasi preparatorie e la ricerca di fondi per un bel progetto: la realizzazione del film “My name is Adil”, la vera storia di un ragazzo marocchino emigrato in Italia. Una missione complessa e sfidante che ci ha portati prevalentemente tra Rabat e Casablanca.

In ognuno dei due viaggi non ho avuto tempo per visitare i luoghi, e le foto che riporto sono scatti frettolosi di un Paese che affascina al primo sguardo e al quale sono molto affezionata, anche grazie alle belle amicizie strette nel corso degli anni.

  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca, Moschea Hassan II
    Casablanca, Moschea Hassan II
  • Casablanca, Moschea Hassan II
    Casablanca, Moschea Hassan II
  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca
    Casablanca
  • Casablanca, la notizia di Bin Laden
    Casablanca, la notizia di Bin Laden
  • Casablanca
    Casablanca
  • Stazione Casa Voyageur
    Stazione Casa Voyageur
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Rabat
    Rabat
  • Beni Mellal
    Beni Mellal
  • Beni Mellal
    Beni Mellal
  • Beni Mellal
    Beni Mellal

Quando andare

In primavera il clima è perfetto. Credo vada evitata l’estate, mi immagino un caldo notevole.

Da non perdere

Dato che ho girato poco da turista, vi posso solo riassumere le impressioni delle tre città che ho visitato:

  • Rabat è stupenda. Estremamente moderna, sembra a tratti Milano. Il centro è piena di palazzi suggestivi e si respira l’atmosfera da capitale in fermento e in piena crescita economica. Ci tornerei altre mille volte.
  • Casablanca va visitata per la magnifica Moschea Hassan II, per ammirare i marmi e il minareto che si riflette sull’acqua. Un vero gioiello.
  • La regione Tadla Azilal negli ultimi anni è diventata meta di escursionisti, di cui sta iniziando a beneficiare anche Beni Mellal. Questa zona è maggiormente legata alla tradizione ed è raccomandato un abbigliamento consono (pantaloni lunghi e maniche lunghe per le donne).

Mappa

Curiosità

Gli hotel:

Nel mio primo viaggio avevo tra i compiti anche quello di visitare alcuni dei migliori hotel del centro di Casablanca e Rabat per scegliere quelli da utilizzare nelle missioni della Camera di Commercio e ho visto davvero luoghi da mille e una notte.

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Nel secondo viaggio ho invece scoperto che in qualche hotel di Casablanca, non consentono che una donna occidentale possa dormire nello stesso hotel (non camera, hotel!) con un marocchino. Dato che nel mio secondo viaggio di lavoro eravamo in due, io e un collega marocchino, abbiamo dovuto discutere non poco per consentirci di poter avere due stanze nello stesso hotel. Va detto comunque che è una normativa a tutela dei turisti.

In Marocco, così come in Tunisia, le case hanno un salotto molto particolare, con dei lunghi divanetti lungo tutte le pareti. È qui che vengono accolti gli ospiti per il tè.

Cucina

In Marocco si mangia benissimo. Il piatto tipico è la Tajine, fatta in mille modi diversi. Vi consiglio la Tajine di pollo con il limone.

Nel secondo viaggio sono stata particolarmente fortunata: una mia cara amica mi ha invitata a cena dalla sua famiglia. La madre ha cucinato per noi per ore e ho mangiato dei piatti di cui non saprei riportare il nome ma che mi ricorderò per tutta la vita! Seduti in cerchio, tè nei bicchieri, mani nei piatti, ho potuto assaporare il Marocco più vero.

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Info logistiche

Nessun particolare problema da segnalare, anche se è bene prestare sempre un minimo di attenzione, soprattutto alla sera.

Un italiano qui si sentirà a casa. I marocchini sono tra le principali nazionalità presenti in Italia e tra i due Paesi c’è ormai uno stretto legame. La prima volta che sono atterrata a Casablanca, un ragazzo mi ha aiutata a portare la valigia dicendo che lo faceva per riconoscenza nei confronti dell’Italia, il Paese che lo ha accolto e dove vive.

A livello di trasporti, la prima volta mi sono mossa con una macchina privata, mentre la seconda volta sempre con i mezzi e i taxi, che sono una soluzione molto comoda. Una sola volta ci è accaduto un fatto spiacevole, a Casablanca: una sera un taxista ha cercato di condurci in una zona isolata, forse per derubarci. Il fiuto del mio collega marocchino e la sua prontezza hanno consentito di evitare il peggio. Il taxi si è fermato, ne è nato un acceso diverbio e il mio collega mi ha letteralmente spinta giù dalla macchina. Due secondi dopo correvamo come matti attraversando il vialone trafficato per allontanarci il prima possibile dal brutto ceffo. Con tutti i taxi che ho preso nel Paese posso dire che si è trattato di un caso isolato, tuttavia meglio tenere gli occhi aperti.

Infine, per quanto riguarda il velo, nessun problema a girare senza. La seconda volta però desideravo provarlo ed è stata una esperienza bellissima. Mi sentivo a mio agio e non volevo più toglierlo.

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